Con l’Antigravity A1 Remote Controller ho finalmente avuto modo di provare una radio tradizionale abbinata al nuovo ecosistema A1. Dopo aver utilizzato il Grip Motion Controller, che punta soprattutto sulla semplicità e sull’immediatezza, il Remote Controller porta il sistema verso un controllo decisamente più preciso e completo.
La differenza principale si nota soprattutto quando si vuole andare oltre il semplice volo e iniziare a curare maggiormente inquadrature, traiettorie e movimenti della camera.
Antigravity A1 Remote Controller: com’è fatto

Il controller si presenta con un design abbastanza compatto e con una costruzione pensata per essere utilizzata durante sessioni di volo prolungate. Il peso dichiarato è di 256 grammi, mentre le dimensioni sono di 152 × 117 × 57 mm senza gli stick e 152 × 117 × 65 mm con gli stick installati.
La batteria integrata è da 3400 mAh e l’autonomia dichiarata arriva fino a circa 5 ore di utilizzo. La ricarica avviene tramite USB-C e richiede circa 2 ore.
Gli stick hanno un’altezza di 17,5 mm e un’escursione di ±30°, caratteristiche che permettono di avere un controllo piuttosto preciso sia sui movimenti del drone sia sulla gestione della traiettoria.
Una radio pensata per chi vuole più controllo
La differenza più importante rispetto al Grip Motion Controller è proprio il sistema di controllo.
Con il Motion Controller l’esperienza è molto immediata: si può imparare rapidamente a pilotare e concentrarsi maggiormente sull’esperienza di volo. Il Remote Controller utilizza invece i due stick tradizionali, permettendo di controllare liberamente direzione, quota, imbardata e assetto del drone.
Questo diventa particolarmente interessante quando si vogliono realizzare movimenti più complessi oppure quando bisogna mantenere il drone su una traiettoria molto precisa.
Controlli e movimento del drone

Con i due stick è possibile gestire in maniera indipendente i principali movimenti del drone: avanzamento e arretramento, movimento laterale, salita e discesa e rotazione sull’asse di imbardata.
Rispetto al Grip Motion Controller, il Remote permette quindi una libertà di movimento decisamente maggiore, rendendo possibili anche manovre multidirezionali e movimenti più articolati.
Ed è proprio in queste situazioni che ho apprezzato maggiormente la presenza degli stick tradizionali. Non si tratta solamente di avere più comandi, ma di poter dosare molto meglio ogni singolo movimento.
Fixed View e Free View
Uno degli aspetti più interessanti del sistema è la possibilità di scegliere tra due modalità di visualizzazione: Fixed View e Free View.
Fixed View
In modalità Fixed View, la visuale segue la direzione del muso del drone. Questo permette di avere un controllo più diretto sull’inquadratura e sulla traiettoria.
È una modalità che ho trovato particolarmente interessante per le riprese cinematiche, soprattutto quando si vuole sapere con maggiore precisione dove sarà rivolta la camera durante il movimento.
Il vantaggio si nota soprattutto nei passaggi ravvicinati, nelle rotazioni e nei cambi di direzione, dove poter controllare contemporaneamente traiettoria e inquadratura permette di ottenere movimenti più precisi.
Free View
La modalità Free View funziona in maniera differente: la visuale può seguire i movimenti della testa, permettendo di guardarsi intorno indipendentemente dalla direzione di volo.
È una modalità più immersiva e particolarmente interessante quando si vuole esplorare l’ambiente senza dover necessariamente modificare la traiettoria del drone.
Perché il Remote Controller è interessante per le riprese
Secondo me è proprio nelle riprese video che questa radio trova il suo principale punto di forza.
Quando si vola semplicemente per divertirsi, il Grip Motion Controller può essere sufficiente e permette di entrare rapidamente nel mondo dell’FPV. Quando invece si vuole costruire una ripresa precisa, il controllo tramite due stick offre molte più possibilità.
Ad esempio, durante un passaggio vicino alla facciata di un edificio, è possibile avvicinarsi, mantenere una traiettoria precisa e successivamente effettuare un movimento laterale controllato per creare una transizione più fluida.
Lo stesso discorso vale per passaggi attraverso porte, aperture o strutture come ponti, dove poter controllare separatamente direzione, velocità e rotazione può fare una differenza importante.
I pulsanti personalizzabili C1 e C2
Il Remote Controller dispone anche di due pulsanti personalizzabili, chiamati C1 e C2.
La loro funzione può essere configurata in base alle proprie esigenze. Tra gli esempi disponibili troviamo il richiamo della funzione Video See-Through oppure l’avvio della registrazione dello schermo.
È quindi possibile configurare i comandi più utilizzati in modo da averli direttamente sotto mano senza dover intervenire sui menu.
Una particolarità è che la funzione Sky Genie disabilita l’assegnazione personalizzata dei pulsanti.
Avvio del drone
Anche l’avvio del drone è piuttosto semplice.
Con il drone acceso e il sistema collegato, una doppia pressione del pulsante rosso avvia i motori portandoli al minimo. A questo punto, tenendo premuto il pulsante rosso, il drone esegue il decollo automatico fino a circa 1,2 metri di altezza.
È un sistema pensato per rendere l’avvio del volo semplice anche per chi non ha particolare esperienza con una radio tradizionale.
Antigravity A1 Remote Controller: caratteristiche tecniche
| Caratteristica | Specifiche |
|---|---|
| Compatibilità | Antigravity A1 e A1 Vision Goggles |
| Batteria | 3400 mAh |
| Autonomia dichiarata | Fino a 5 ore |
| Ricarica | USB-C |
| Tempo di ricarica | Circa 2 ore |
| Peso | 256 g |
| Dimensioni senza stick | 152 × 117 × 57 mm |
| Dimensioni con stick | 152 × 117 × 65 mm |
| Altezza stick | 17,5 mm |
| Escursione stick | ±30° |
| Temperatura di utilizzo | Da -10 °C a 40 °C |
| Temperatura di ricarica | Da 5 °C a 45 °C |
| Portata connessione wireless | 10 m |
| GNSS | BeiDou / GPS / Galileo |
Remote Controller o Grip Motion Controller?
Le due soluzioni sono pensate per un’esperienza differente.
Il Grip Motion Controller punta soprattutto sulla semplicità: è più immediato e permette di prendere confidenza rapidamente con il volo dell’Antigravity A1.
Il Remote Controller è invece pensato per chi vuole avere un controllo più preciso del drone e soprattutto per chi vuole sfruttare maggiormente le possibilità offerte dalle riprese aeree.
Con la radio tradizionale si possono controllare con maggiore precisione traiettoria, velocità, rotazione e movimenti multidirezionali, elementi che diventano importanti quando si cerca di realizzare una ripresa specifica.
La mia esperienza con l’Antigravity A1 Remote Controller
Dopo averlo utilizzato, la sensazione che ho avuto è che il Remote Controller completi molto bene l’esperienza dell’Antigravity A1.
Il Motion Controller rimane una soluzione molto interessante per chi vuole qualcosa di semplice e immediato, mentre questa radio cambia completamente l’approccio al volo.
Personalmente ho apprezzato soprattutto la possibilità di effettuare movimenti più precisi e controllati. Quando si cerca di costruire una ripresa cinematica, avere la possibilità di gestire separatamente i vari assi permette di concentrarsi molto di più sulla composizione dell’inquadratura.
È una differenza che probabilmente si nota poco durante un volo ricreativo, ma diventa molto più evidente quando si cerca di ripetere una traiettoria o realizzare un passaggio preciso vicino a un soggetto.
Conclusioni
L’Antigravity A1 Remote Controller rappresenta un’interessante evoluzione rispetto al sistema di controllo Motion.
La presenza dei due stick tradizionali offre un livello di controllo maggiore e permette di sfruttare meglio le potenzialità dell’A1 soprattutto nelle riprese video e nei movimenti più complessi.
La possibilità di scegliere tra Fixed View e Free View aggiunge inoltre una certa flessibilità, permettendo di utilizzare il drone sia per riprese più precise sia per un’esperienza di volo maggiormente immersiva.
Per il mio modo di utilizzare l’Antigravity A1, quindi, il Remote Controller è l’accessorio che sceglierei quando l’obiettivo non è semplicemente volare, ma costruire una ripresa e avere il massimo controllo possibile sul movimento del drone.
