Quando si vola con un TinyWhoop FPV sotto i 100 grammi, la scelta della batteria può fare una bella differenza. Non conta soltanto la capacità in mAh: anche il peso, la corrente di scarica, il tipo di batteria e la compatibilità con il drone possono influenzare l’autonomia e le sensazioni in volo.

In questo test ho voluto mettere a confronto quattro batterie 1S: le BetaFPV LAVA LiHV da 580 e 680 mAh, una Ovonic LiHV da 550 mAh e una LiPo tradizionale da 650 mAh con scarica dichiarata di 120C.

Per fare una prova il più possibile omogenea ho utilizzato il BetaFPV Meteor75 PRO II in versione analogica, cercando di ripetere lo stesso percorso e le stesse manovre con tutte le batterie.

Vediamo come si sono comportate e quali sceglierei per volare con un TinyWhoop SUB100!

Test e video confronto in video:

Le batterie 1S utilizzate nel test

Ecco le quattro batterie che ho provato:

BatteriaTipoCapacitàScarica dichiarataTensione massima
BetaFPV LAVA IILiHV580 mAh95C4,35 V
BetaFPV LAVA IILiHV680 mAh95C4,35 V
OvonicLiHV550 mAh100C4,35 V
OvonicLiPo650 mAh120C4,20 V

I valori riportati sono quelli indicati per i modelli provati o nelle rispettive specifiche dichiarate. La capacità e il valore C, da soli, non bastano per stabilire quale batteria offra le prestazioni migliori: il risultato dipende anche dalla resistenza interna, dal peso, dalle condizioni della batteria e dal consumo del drone.

Nota sulla prova: la batteria LiPo da 650 mAh è stata adattata sostituendo il connettore originale con un PH2.0. È quindi una soluzione che richiede una modifica e non va considerata direttamente equivalente alle altre per comodità d’installazione.

BetaFPV LAVA 580 e 680 mAh: le batterie di riferimento

Partiamo dalle BetaFPV LAVA, batterie LiHV che ho già utilizzato diverse volte sui miei TinyWhoop.

In questa prova ho scelto due capacità differenti: 580 e 680 mAh. Entrambe hanno una scarica dichiarata di 95C e possono essere caricate fino a 4,35 V per cella, utilizzando naturalmente un caricabatterie e un’impostazione compatibili con le LiHV.

La versione da 580 mAh rappresenta una soluzione interessante per chi cerca un buon compromesso tra autonomia e peso. Quella da 680 mAh offre invece una capacità maggiore, che può essere utile quando si vuole rimanere in aria più a lungo.

Bisogna però considerare che una batteria più capiente è generalmente anche più pesante e ingombrante. Il vantaggio in autonomia dipende quindi dal consumo aggiuntivo che il drone deve sostenere per trasportarla.

Le LAVA sono batterie che conosco già e che considero un riferimento valido per questo tipo di utilizzo. Per questo motivo mi interessava confrontarle con le Ovonic, soprattutto per capire se queste ultime potessero rappresentare un’alternativa conveniente.

Ovonic LiHV 550 mAh: una valida alternativa?

La seconda protagonista del test è la Ovonic LiHV da 550 mAh con scarica dichiarata di 100C.

Questa batteria è particolarmente interessante perché, nonostante la capacità inferiore rispetto alle LAVA da 580 e 680 mAh, durante la prova mi ha dato sensazioni positive.

L’ho trovata piacevole da utilizzare e compatibile con l’alloggiamento del Meteor75 PRO II impiegato nel test. Anche se durante il montaggio ho dovuto sistemarla con un po’ di attenzione, si inserisce correttamente nel vano.

Un aspetto da considerare è il rapporto tra prezzo, peso e prestazioni. Non sempre la batteria con più mAh è quella che conviene maggiormente: se una capacità inferiore permette di contenere il peso e offre una risposta adeguata alle nostre esigenze, può essere una scelta molto interessante.

Nel mio caso, la Ovonic LiHV da 550 mAh è quella che mi ha incuriosito maggiormente tra le alternative alle BetaFPV LAVA. Se il prezzo è competitivo, secondo me merita di essere presa in considerazione.

Ovonic LiPo 650 mAh 120C: tanta scarica, ma attenzione al connettore

Ho voluto provare anche una Ovonic LiPo tradizionale da 650 mAh, con una corrente di scarica dichiarata di 120C.

A differenza delle altre batterie del test, questa è una LiPo standard e non una LiHV. La tensione massima di carica è quindi di 4,20 V per cella, contro i 4,35 V delle LiHV.

La batteria è arrivata con un connettore differente da quello necessario per il drone. Per poterla utilizzare ho dovuto dissaldare il connettore originale e montare un PH2.0.

La modifica ha permesso di provarla, ma introduce un inconveniente pratico: bisogna procurarsi il connettore corretto e intervenire sui cavi. Inoltre, la batteria non si inserisce comodamente nell’alloggiamento come le altre e richiede un adattamento per essere fissata in modo adeguato.

Il valore di 120C dichiarato è interessante, ma non significa automaticamente che la batteria garantisca prestazioni superiori rispetto alle altre. Il valore C è un’indicazione teorica della capacità di scarica e non basta, da solo, a stabilire la qualità reale di una cella.

Per questo motivo, pur essendo curioso di provarla, non la sceglierei come prima alternativa per il Meteor75 PRO II. Tra compatibilità, connettore e necessità di adattamento, preferisco una batteria che si monti direttamente e che sia più pratica da utilizzare.

Come ho svolto il test di volo

Per confrontare le quattro batterie ho utilizzato il BetaFPV Meteor75 PRO II analogico.

Ho scelto questa versione perché mi permetteva di ripetere le prove in modo semplice e di concentrarmi sulle differenze tra gli accumulatori. Il risultato è interessante anche per chi vola con una versione digitale: il consumo effettivo cambia in base alla configurazione, ma il confronto offre comunque indicazioni utili.

Durante la giornata era presente un leggero vento. Volando controvento ho notato un consumo maggiore, una condizione da tenere presente quando si confrontano i risultati di una prova all’aperto.

Per rendere il test il più omogeneo possibile ho cercato di:

  • Ripetere più o meno lo stesso percorso con tutte le batterie.
  • Eseguire manovre simili, comprese alcune entrate, rettilinei e flip.
  • Mantenere uno stile di volo comparabile.
  • Iniziare la discesa quando compariva l’avviso di batteria scarica.
  • Terminare le prove con una tensione residua simile, intorno a 4,48-4,49 V complessivi per il pacco 1S, secondo quanto osservato durante il test.

Essendo una prova pratica, possono esserci differenze di alcuni secondi dovute al vento, alle manovre e alle condizioni della batteria. Non si tratta quindi di una misurazione di laboratorio, ma di un confronto effettuato in condizioni di volo reali.

LiHV contro LiPo: qual è la differenza?

Una delle differenze importanti tra le batterie provate riguarda la chimica e la tensione massima di carica.

Le LiHV sono progettate per essere caricate fino a 4,35 V per cella, mentre le LiPo tradizionali arrivano normalmente a 4,20 V per cella.

Su una batteria 1S, la differenza può sembrare piccola, ma la tensione disponibile durante il volo può influenzare la risposta del drone e il comportamento sotto carico.

In linea generale, una LiHV può offrire più energia utilizzabile rispetto a una LiPo tradizionale di capacità simile, ma il risultato concreto dipende dal modello della batteria e dal consumo del drone.

Attenzione: non bisogna caricare una LiPo tradizionale a 4,35 V solo perché il connettore è compatibile. È fondamentale selezionare il tipo corretto sul caricabatterie e rispettare sempre la tensione massima indicata dal produttore.

Quanti C servono davvero su un TinyWhoop?

Nel mondo FPV si parla spesso di batterie da 75C, 95C, 100C o 120C. È facile pensare che il numero più alto corrisponda sempre alla batteria migliore, ma non è così semplice.

Il valore C dichiarato indica la capacità teorica di erogare corrente in rapporto alla capacità della batteria. Per esempio, una batteria da 550 mAh con un valore dichiarato di 100C corrisponderebbe teoricamente a 55 A.

Questi calcoli, però, non garantiscono che la batteria possa sostenere davvero quella corrente nelle condizioni reali. Le prestazioni dipendono anche dalla resistenza interna, dalla temperatura, dallo stato di usura e dalle modalità con cui il produttore determina il valore dichiarato.

Per scegliere una batteria per TinyWhoop è quindi meglio considerare insieme:

  • Capacità in mAh.
  • Peso e dimensioni.
  • Tipo di batteria e tensione massima.
  • Compatibilità con il connettore e il vano.
  • Comportamento sotto carico.
  • Prezzo e disponibilità.

Nel mio test, pur avendo provato una batteria con 120C dichiarati, la soluzione che mi ha convinto maggiormente tra le alternative è stata la Ovonic LiHV da 550 mAh. Questo non dimostra che abbia prestazioni superiori in ogni situazione, ma conferma che vale la pena valutare il comportamento reale e non soltanto i numeri riportati sull’etichetta.

Quale batteria scegliere per il Meteor75 PRO II?

Dopo aver provato le quattro batterie, la mia scelta dipenderebbe soprattutto dal prezzo e dalla praticità.

BetaFPV LAVA 580 mAh: la sceglierei per un buon compromesso tra capacità e ingombro, soprattutto se il prezzo è vicino a quello della Ovonic.

BetaFPV LAVA 680 mAh: interessante per chi vuole puntare su una capacità superiore e cerca più autonomia, tenendo presente il peso aggiuntivo.

Ovonic LiHV 550 mAh: è l’alternativa che mi ha convinto maggiormente durante questa prova. Se costa meno delle LAVA, secondo me merita sicuramente di essere valutata.

Ovonic LiPo 650 mAh 120C: interessante per curiosità e sperimentazione, ma non la consiglierei come scelta pratica per questa configurazione, perché richiede la sostituzione del connettore e un adattamento per il montaggio.

La mia regola è semplice: a parità di prezzo, sceglierei le BetaFPV LAVA da 580 o 680 mAh in base all’autonomia desiderata; se la Ovonic LiHV da 550 mAh costa meno, la prenderei seriamente in considerazione.

Non c’è una batteria perfetta per tutti: chi fa freestyle può preferire una risposta pronta e un peso contenuto, mentre chi vuole allungare i voli potrebbe privilegiare una capacità maggiore, purché il drone riesca a sfruttarla senza perdere troppo in agilità.

Dove acquistare le batterie 1S per TinyWhoop

Qui trovi i link alle batterie utilizzate nel test e al drone impiegato per le prove.

Ovonic LiHV 1S 550 mAh 100C

BetaFPV LAVA II LiHV 580 e 680 mAh

Ovonic LiPo 1S 650 mAh 120C

Drone utilizzato per il test

Conclusioni: meglio BetaFPV LAVA o Ovonic?

Questo confronto mi ha divertito molto perché permette di vedere quanto possa essere interessante provare batterie diverse sullo stesso TinyWhoop.

Le BetaFPV LAVA rimangono per me un riferimento valido, mentre la Ovonic LiHV da 550 mAh è una sorpresa interessante, soprattutto se si trova a un prezzo inferiore. La LiPo da 650 mAh con 120C dichiarati, invece, non mi ha convinto come soluzione pratica, principalmente per le modifiche necessarie al connettore e al montaggio.

Il consiglio è di non fermarsi ai mAh o ai C dichiarati: valutate anche peso, dimensioni, compatibilità e prezzo, e ricordate che vento e stile di volo possono cambiare sensibilmente l’autonomia.

Fatemi sapere nei commenti quali batterie 1S utilizzate sui vostri TinyWhoop e se avete già provato le BetaFPV LAVA o le Ovonic. Sono curioso di conoscere le vostre impressioni!

Ci vediamo al prossimo test FPV. Ciao!